L'amica geniale di Elena Ferrante (2011): Una volta arrivai persino a seguirlo per corso Garibaldi e per via Casanova, sperando che mi scoprisse e mi dicesse: ciao, vedo che facciamo la stessa strada, ho sentito parlare molto di te. Ma procedeva spedito, a testa bassa, e non si girò mai. Mi stancai, mi disprezzai. Svoltai depressa per corso Novara e tornai a casa.
Il piacere di Gabriele D'Annunzio (1889): Per non annoiarsi, si metteva a compor frasi grottesche, a gittar paradossi enormi, atroci impertinenze dissimulate con l'ambiguità delle parole, sottigliezze incomprensibili, madrigali enigmatici, in una lingua originale, mista come un gergo, di mille sapori come un'olla podrida rabelesiana, carica di spezie forti e di polpe succulente. Nessuno meglio di lui sapeva raccontare una novelletta grassa, un aneddoto scandaloso, una gesta da Casanova.
Il resto di niente di Enzo Striano (1986): «Alberto, anch'io vi voglio bene, perciò posso parlarvi apertamente. Voi siete fatto a modo vostro, siete incorreggibile. Una donna, qualsiasi donna, per voi non può andar perduta: una moglie scontenta, una vedova... Non ve ne voglio, sapete. Siete come un bambino incapriccito. Tutti gli uomini sono un po' bambini. Però, voi Veneti! E poi dicono che i meridionali... Il signor Casanova è vostro conterraneo, no?» |